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	<title>laboratorio di web content</title>
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	<description>esperienze di didattica del web</description>
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		<title>Il mio intervento a UX 2.0</title>
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		<pubDate>Fri, 06 May 2011 07:54:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Avevo promesso di pubblicare un estratto del  mio intervento a User Experience 2.0, il workshop organizato dagli amici di UserExperienceLab di Telecom lo scorso 21 marzo. Loro sono stati più veloci di me, perchè nel frattempo hanno pubblicato i video di tutti gli interventi della giornata. Consiglio vivamente quello del Prof. Bagnara, che per profondità [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Avevo promesso di pubblicare un estratto del  mio intervento a User Experience 2.0, il workshop organizato dagli amici di <a href="http://userexperiencelab.telecomitalia.com/" target="_blank">UserExperienceLab di Telecom</a> lo scorso 21 marzo.<br />
Loro sono stati più veloci di me, perchè nel frattempo hanno pubblicato <a href="http://userexperiencelab.telecomitalia.com/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=89&amp;Itemid=135" target="_blank">i video di tutti gli interventi</a> della giornata.<br />
Consiglio vivamente quello del <a href="http://userexperiencelab.telecomitalia.com/index.php?option=com_hwdvideoshare&amp;task=viewvideo&amp;Itemid=128&amp;video_id=2" target="_blank">Prof. Bagnara</a>, che per profondità e competenza è quello che mi ha colpito di più.<br />
Il mio è <a href="http://userexperiencelab.telecomitalia.com/index.php?option=com_hwdvideoshare&amp;task=viewvideo&amp;Itemid=128&amp;video_id=8" target="_blank">qui</a>, il testo in sintesi è invece questo:</p>
<blockquote><p>Il web 2.0 è forse il fenomeno di massa più dirompente dell’ultimo decennio.<br />
I suoi principali effetti si sono manifestati ampiamente nella comunicazione sociale: informativa, commerciale, politica, e non solo.</p>
<p>Fra gli <strong>effetti collaterali</strong> del web 2.0 si registrano tuttavia gli impatti sull’utente e sui suoi comportamenti. Passando dall’enciclopedia a wikipedia, dal videoclip a youtube, dal giornale al blog, abbiamo chiesto ai nostri utenti più skill, più coinvolgimento, più interazione. E poi successivamente: prossimità, partecipazione, condivisione.</p>
<p>Chiamo questi effetti “<strong>collaterali</strong>” perché presi dal fascino della <strong><em>big conversation</em></strong>, forse non abbiamo sempre avuto una chiara visione di quale ruolo chiedevamo di giocare ai nostri utenti, di che  cosa stavamo chiedendo loro di diventare. Ne sono testimonianza numerose “bolle” più o meno eclatanti:</p>
<p>-       Second Life</p>
<p>-       Google Wave</p>
<p>-       Cuil</p>
<p>…e tutto il “cimitero” di <a href="http://techcrunch.com/tag/deadpool/" target="_blank">Techcrunch</a>.</p>
<p><strong>Perché questi progetti sono falliti?</strong></p>
<p>E’ stato un fallimento determinato dal mercato (troppi concorrenti o troppo forti)? In alcuni casi, certamente.<br />
E’ stato un fallimento delle interfacce? Probabilmente si.</p>
<p>Sono però fortemente propenso a credere, che al di là di questioni tecniche o di mercato, molti fallimenti del web 2.0 siano diventati tali perché non hanno retto il confronto con esigenze, aspettative e bisogni tutt’altro che virtuali. Anzi assai reali e concreti.</p>
<p>Credo in buona sostanza, che il web 2.0 sia nato e si sia sviluppato così come lo osserviamo oggi, adattandosi continuamente a bisogni profondi degli utenti che lo hanno plasmato. Social network, web apps, device abilitanti subiscono una sorta di selezione della specie, operata dai bisogni primordiali degli utenti. Sopravvive solo chi riesce a rispondere meglio a questi bisogni.</p>
<p>Un’immagine che circola in rete, mostra un’attualizzazione della famosa <strong>piramide di Maslow</strong>: la gerarchia dei bisogni e i social media che li corrispondono. Tutti i bisogni sociali, secondo questa parodia, trovano una corrispondenza in un qualche strumento 2.0: così <strong>LinkedIn</strong> è un tentativo di soddisfare il bisogno di sicurezza (nella ricerca di un lavoro), <strong>Facebook</strong> il bisogno di appartenenza ad una comunità (per quanto eterogenea), l’autoreferenzialità dei 140 caratteri di <strong>Twitter</strong> (soprattutto se qualcuno ci retwitta dagli antipodi) soddisfa il nostro bisogno di autostima, fino all’apice del <strong>blog</strong>, il culmine della nostra autorealizzazione, che ci pone nel cuore di una piccola-grande rete al cui centro svolgiamo il ruolo di opinion leader.</p>
<p>Bene. Per sviluppare un’applicazione 2.0 di successo, o progettare un’interfaccia ad alto tasso di engagement, può quindi bastare tenere sott’occhio la piramide di Maslow?</p>
<p>Temo di no.</p>
<p>Come accennavo prima, siamo in presenza di un fenomeno in progress, una evoluzione delle specie tecnologiche in funzione dell’evolvere dei bisogni degli utenti. Come stanno evolvendo questi bisogni? In che direzione? Secondo quali logiche?</p>
<p>Propongo tre direttrici, che non hanno pretesa di esclusività.</p>
<p><strong>1) </strong><strong>HIC ET NUNC: il contesto spazio-temporale</strong></p>
<p>I bisogni dell’utente cambiano continuamente in funzione dello spazio in cui si trova e del tempo che vive. Non ci basta che l’utente li esprima solo quando è in ufficio o a casa davanti ad un PC: per questo abbiamo sviluppato le tecnologie mobile che gli consentono di partecipare e condividere da qualsiasi luogo e in qualunque tempo, nel flusso di un continuo always on: di giorno, di notte, al mare, in montagna, in treno, nei luoghi di passaggio, in fila alla cassa, al bar sotto casa.</p>
<p>La geolocalizzazione dell’utente è un’informazione fondamentale per cogliere i suoi bisogni contingenti. Cosi come lo è il <em>momentum</em> temporale.</p>
<p>In questo senso è emblematico il comportamento di Google. Il motore di ricerca, tenta in prima istanza di intuire, anzi di anticipare la mia richiesta, molto spesso indovinandola. In questo caso: il titolo di un film.</p>
<p>In seconda istanza, tenta di localizzarmi, per propormi il contenuto, l’informazione, il dato per me più pertinenti. Nel caso di specie il cinema più vicino.</p>
<p>Se a parità di queste condizioni, bisogno espresso (e anticipato) e luogo della ricerca, cambio il momentum temporale, ecco che ho un altro tipo di risposta e di risultato: il film ormai non è più nelle sale, come risultato ho esclusivamente, recensioni, spezzoni di film, schede.</p>
<p><strong>2) </strong><strong>EGO: l’esperienza personale</strong></p>
<p>Citavo prima Second Life. SL chiedeva: “Che cosa sarai? Che cosa potresti essere” nella tua seconda vita fittizia? Inizialmente il fascino della seconda vita, basata essenzialmente su un avatar e un’interfaccia che simulava le scelte che non ho compiuto nella prima vita, ha decretato un discreto successo di pubblico.</p>
<p>Che si è però velocemente disgregato, in parallelo al diffondersi di tecnologie abilitanti per condividere la prima vita, quella reale, personale, individuale.</p>
<p>La vita reale (nostra e degli altri) ha un fascino ancora maggiore delle vite virtuali. Soprattutto se, quando la condivido con tecnologie di social networking, modifico e personalizzo, almeno parzialmente, i contenuti condivisi dalla mia rete sociale. Le tecnologie attualmente vincenti, mi consentono di lasciare una traccia di me. Di modificare l’ambiente secondo il mio personale contributo, punto di vista, opinione. I contenuti generati dal me-utente, la mia esperienza individuale, impattano su tutta la mia rete. Anzi dispongo di strumenti ed interfacce che sono disponibili a/progettati per accogliere la testimonianza della mia esperienza personale concreta, e che si modificano di conseguenza. Nel settore travel e turismo, ad esempio, sono diventate cruciali le applicazioni dedicate alle recensioni generate dagli utenti.</p>
<p><strong>3) </strong><strong>Nativi e immigrati, comunque digitali</strong></p>
<p>Nativi ed immigrati digitali hanno necessariamente percezioni diverse del mondo.</p>
<p><strong>Conclusioni</strong></p>
<p>Il Web 2.0 ha plasmato degli utenti abituati a veder soddisfatti i propri bisogni (cognitivi, relazionali, sociali) QUI e ORA, abituati a modificare e personalizzare le interfacce secondo la propria identità ed esperienza, ad una forte espressione del sé, ad un allargamento dei confini della propria individualità fino a socializzarla.</p>
<p><strong>Per aumentare l’engagement, le nuove interfacce sapranno, potranno, dovranno tenere conto di queste abitudini? </strong></p></blockquote>
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		<title>User eXperience 2.0</title>
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		<pubDate>Sun, 20 Mar 2011 15:20:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Federico</dc:creator>
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		<category><![CDATA[segnalazioni]]></category>

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		<description><![CDATA[Domani sono all&#8217;Auditorium Telecom Italia a Torino per lo &#8220;User eXperience 2.0.Come semplificare la complessità. Come valorizzare la partecipazione!&#8220;. Mi è stato chiesto un breve intervento su come il web 2.0 ha cambiato/sta cambiando le abitudini di consumo degli utenti. Ero un po&#8217; titubante perchè la UX non è proprio il mio ambito abituale, ma [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Domani sono all&#8217;Auditorium Telecom Italia a Torino per lo &#8220;<a href="http://events.linkedin.com/User-eXperience-2-0-Come-semplificare-la/pub/555200" target="_blank">User eXperience 2.0.Come semplificare la complessità. Come valorizzare la partecipazione!</a>&#8220;.</p>
<p>Mi è stato chiesto un breve intervento su come il web 2.0 ha cambiato/sta cambiando le abitudini di consumo degli utenti. Ero un po&#8217; titubante perchè la UX non è proprio il mio ambito abituale, ma la mia proposta di speech è piaciuta a <a href="http://www.facebook.com/profile.php?id=1607511931" target="_blank">Margherita</a> e <a href="http://it.linkedin.com/pub/silvia-bonaventura/1/b40/8a4" target="_blank">Silvia</a> che stanno organizzando l&#8217;evento. Quindi, insomma, se floppo è anche un po&#8217; colpa loro. <img src='http://www.webwrite.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
<p>Anticipo le slide qui, magari domani posto anche la sintesi del mio intrvento. Come vi sembrano?</p>
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<div style="padding: 5px 0 12px;"><a href="http://www.slideshare.net/federico.venturini"><br />
</a></div>
</div>
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		<title>Seminario di Webmarketing</title>
		<link>http://www.webwrite.it/2010/12/seminario-di-webmarketing/</link>
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		<pubDate>Wed, 08 Dec 2010 14:58:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[segnalazioni]]></category>

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		<description><![CDATA[E con questo è finito l&#8217;anno dei corsi di formazione. Chiusura in bellezza devo dire, visto l&#8217;alto interesse dimostrato dalla quantità dei partecipanti a questa edizione e soprattutto dalla qualità delle loro domande e dei loro interventi. I temi caldi sono sempre più quelli relativi alla web analytics ed in particolare al monitoraggio delle conversioni, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E con questo è finito l&#8217;anno dei corsi di formazione.<br />
Chiusura in bellezza devo dire, visto l&#8217;alto interesse dimostrato dalla quantità dei partecipanti a questa edizione e soprattutto dalla qualità delle loro domande e dei loro interventi.</p>
<p>I temi caldi sono sempre più quelli relativi alla <strong>web analytics</strong> ed in particolare al <strong>monitoraggio delle conversioni</strong>, le strategie per le<strong> campagne pay-per-click</strong> e la cura delle <strong>landing page</strong>. Abbiamo anche cercato di capire come sta evolvendo la <strong>SEO</strong> dopo l&#8217;avvento di <strong>Caffeine</strong>, e come massimizzare i ritorni di una<strong> campagna sui social network</strong>. Insomma, in pentola bolle molta roba.<br />
Al punto che stiamo meditando una versione avanzata del Seminario di Webmarketing, e sono tentato di affrontare il tutto in salsa geo&#8230;<a href="http://www.foursquare.com" target="_blank"><strong>Foursquare</strong></a> e <a href="http://www.facebook.com/places" target="_blank"><strong>Facebook Places</strong></a> stanno portando nuove opportunità per il marketing dei business locali.</p>
<p>Staremo a vedere cosa ne esce.</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="344" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/VzX5xRe-x1g?fs=1&amp;hl=it_IT&amp;rel=0" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="344" src="http://www.youtube.com/v/VzX5xRe-x1g?fs=1&amp;hl=it_IT&amp;rel=0" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="344" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/wii_rdunumQ?fs=1&amp;hl=it_IT&amp;rel=0" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="344" src="http://www.youtube.com/v/wii_rdunumQ?fs=1&amp;hl=it_IT&amp;rel=0" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
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		<title>Di ritorno dal Web Lab</title>
		<link>http://www.webwrite.it/2010/11/di-ritorno-dal-web-lab/</link>
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		<pubDate>Thu, 18 Nov 2010 16:59:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Federico</dc:creator>
				<category><![CDATA[segnalazioni]]></category>

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		<description><![CDATA[Ho concluso ieri un&#8217;altra edizione del Web Lab 2.0 per Iter seminari. Come ripeto spesso, non c&#8217;è occasione migliore per imparare che fare il docente. Ecco cosa ho imparato in questi 2 giorni: per comunicare un concetto difficile, c&#8217;è bisogno di un concetto facile che lo contenga:  è il caso della divulgazione scientifica che non [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ho concluso ieri un&#8217;altra edizione del <strong>Web Lab 2.0</strong> per <a href="http://www.iter.it/seminari.htm">Iter seminari</a>.<br />
Come ripeto spesso, non c&#8217;è occasione migliore per imparare che fare il docente.<br />
Ecco cosa ho imparato in questi 2 giorni:</p>
<ul>
<li><strong>per comunicare un concetto difficile, c&#8217;è bisogno di un concetto facile che lo contenga</strong>:  è il caso della divulgazione scientifica che non trova sempre una via facile da percorrere. Individuare il lato &#8220;popolare&#8221; del quid che vogliamo raccontare, o trovare una sponda in altri ambiti (l&#8217;arte?) può essere una buona strategia. Il web 2.0 può fare il resto.</li>
<li><strong>le banche hanno internamente enormi resistenze ad approcciarsi al social web</strong>: mentre ne discutevamo in aula a Milano succedeva <a href="http://milano.corriere.it/milano/notizie/cronaca/10_novembre_17/corteo-scuola-studenti-no-gelmini-scritte-vetrina-1804188613597.shtml">questo</a>. Emblematico? Come non capirle (non dico condividerle, ma <em>capirle </em>si) davanti a situazioni del genere?</li>
<li><strong>non sono fotogenico, e nemmeno video-genico</strong>. Ma questo lo sapevo già. Nonostante ciò <a href="http://petrainvernizzi.blogspot.com/" target="_blank">Petra</a> ha insistito per filmare un minuto di lezione. Lo trovate sul <a href="http://petrainvernizzi.blogspot.com/2010/11/weblab-20.html" target="_blank">suo blog</a>, ma temo che giri anche su facebook&#8230;</li>
</ul>
<p>Si replica l&#8217;1 e 2 dicembre, con un seminario in salsa <a href="http://www.iter.it/seminari_45.htm" target="_blank">webmarketing</a>.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Web Lab 2.0</title>
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		<pubDate>Sun, 14 Nov 2010 21:37:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Federico</dc:creator>
				<category><![CDATA[segnalazioni]]></category>

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		<description><![CDATA[Martedì e mercoledì sono a Milano a parlare di web content management ad una nuova edizione del Web Lab 2.0 di Iter. Si replica poi a dicembre con un focus sul webmarketing. Veidamo cosa imparo questa volta.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Martedì e mercoledì sono a Milano a parlare di <strong>web content management</strong> ad una nuova edizione del <a href="http://www.iter.it/seminari_43.htm" target="_blank">Web Lab 2.0</a> di Iter. Si replica poi a dicembre con un focus sul <a href="http://www.iter.it/seminari_45.htm" target="_blank">webmarketing</a>.<br />
Veidamo cosa imparo questa volta.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Rescate mineros (e i social media)</title>
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		<pubDate>Wed, 13 Oct 2010 15:53:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Federico</dc:creator>
				<category><![CDATA[segnalazioni]]></category>

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		<description><![CDATA[Il Governo del Cile sta usando flickr per documentare la liberazione dei minatori. Bravi anche per questo.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il Governo del Cile <a href="http://www.flickr.com/photos/rescatemineros/">sta usando flickr</a> per documentare la liberazione dei minatori.<br />
Bravi anche per questo.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
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		<title>Siamo tutti Content Strategist</title>
		<link>http://www.webwrite.it/2010/10/siamo-tutti-content-strategist/</link>
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		<pubDate>Tue, 12 Oct 2010 14:45:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Federico</dc:creator>
				<category><![CDATA[segnalazioni]]></category>

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		<description><![CDATA[Un&#8217;illuminante presentazione di Karen McGrane.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Un&#8217;illuminante presentazione di <a href="http://www.slideshare.net/KMcGrane">Karen McGrane</a>.</p>
<div id="__ss_5370791" style="width: 425px;"></div>
<div style="width: 425px;"><strong><a title="We are all content strategists now" href="http://www.slideshare.net/KMcGrane/we-are-all-content-strategists-now"></a></strong><object id="__sse5370791" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="355" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowScriptAccess" value="always" /><param name="src" value="http://static.slidesharecdn.com/swf/ssplayer2.swf?doc=20100929ideaconferenceslideshare-101006064052-phpapp02&amp;rel=0&amp;stripped_title=we-are-all-content-strategists-now&amp;userName=KMcGrane" /><param name="name" value="__sse5370791" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed id="__sse5370791" type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="355" src="http://static.slidesharecdn.com/swf/ssplayer2.swf?doc=20100929ideaconferenceslideshare-101006064052-phpapp02&amp;rel=0&amp;stripped_title=we-are-all-content-strategists-now&amp;userName=KMcGrane" name="__sse5370791" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></div>
<div id="__ss_5370791" style="width: 425px;">
<div style="padding: 5px 0 12px;"></div>
</div>
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		<title>Le chiavi di casa</title>
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		<pubDate>Fri, 08 Oct 2010 10:18:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Federico</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ti è mai capitato di autenticarti su qualche servizio online con il tuo account Gmail? Si? Quante volte? Non te lo ricordi? Guarda un po&#8217; qui. &#8230;io avevo 17 siti in lista. Ero a conoscenza si e no di 5. Ho tolto le chiavi di casa agli altri 12.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ti è mai capitato di autenticarti su qualche servizio online con il tuo account Gmail?<br />
Si?<br />
Quante volte?<br />
Non te lo ricordi?<br />
Guarda un po&#8217; <strong><a href="https://www.google.com/accounts/IssuedAuthSubTokens">qui</a></strong>.</p>
<p>&#8230;io avevo 17 siti in lista. Ero a conoscenza si e no di 5.<br />
Ho tolto le chiavi di casa agli altri 12.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>La morte scorre fra le slide</title>
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		<pubDate>Mon, 04 Oct 2010 09:29:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Federico</dc:creator>
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		<description><![CDATA[www.youtube.com/watch?v=SB_LoNIY6iY]]></description>
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		<title>Si fa per dire</title>
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		<pubDate>Mon, 04 Oct 2010 08:21:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Federico</dc:creator>
				<category><![CDATA[segnalazioni]]></category>

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